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    Passaggio generazionale di un’azienda

    Il passaggio generazionale è sicuramente una delle fasi più complesse nella vita di un’azienda; possono essere a rischio la continuità aziendale e, quindi, posti di lavoro.

    In Italia la dimensione spesso “familiare” delle aziende comporta un’elevata frequenza di casi in cui detta fase si rende necessaria.

    Inoltre, secondo ricerca condotta da Infocamere, solo il 31% delle imprese familiari riesce a passare alla seconda generazione, mentre solo il 15% passa alla terza generazione.

     

    Obiettivo del passaggio generazionale è tutelare l’integrità e la continuità dell’impresa evitando conflitti che le possano compromettere.

     

    È pertanto necessario pianificare tempestivamente e con attenzione il passaggio di consegne fra imprenditore ed erede, valutandone con attenzione opportunità e rischi.

     

    I fattori di cui tenere conto

     

    • caratteristiche peculiari dell’impresa (dimensione, mercato, tecnologie impiegate, ecc);

    • tipologia di società adottata;

    • entità del patrimonio personale del fondatore e sua capacità di soddisfare gli eredi coinvolti e non coinvolti in azienda;

    • familiari coinvolti nell’attività dell’impresa (ruolo, capacità, esperienze maturate, aspettative personali);

    • esistenza di conflittualità tra eredi (anche solo potenziali e/o non legate all’impresa);

    • disponibilità di competenze manageriali;

    • implicazioni di natura fiscale e giuridica.

    Diversi strumenti possono essere utilizzati per agevolare il passaggio generazionale:

     

    • affidare la gestione dell’azienda a manager esterni che affianchino l’erede fino alla sua piena maturità;

    • costituire patrimoni destinati, team di progetto o società ad hoc per consentire all’erede di prepararsi a sfide future più impegnative;

    • adottare un adeguato modello di «corporate governance»;

    • concludere apposite pattuizioni contrattuali (patto o regolamenti di famiglia, accordi parasociali ecc.)