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    Piano industria 4.0: agevolazioni fiscali

    Il Piano Industria 4.0 prevede importanti agevolazioni fiscali per le imprese, ATAX fornisce una consulenza integrata in grado di poter usufruire di tutti i vantaggi fiscali forniti dalla normativa, seguendo costantemente la sua evoluzione e informandone il cliente con periodiche newsletter.

    In particolare per le aziende che investono in beni strumentali nuovi sono previste agevolazioni fiscali per:

    • super ammortamento al 140%, poi 130% dal 2018;
    • iper ammortamento al 250% per i beni materiali ad alto contenuto tecnologico, funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave “4.0” delle imprese. I soggetti che beneficiano dell’iper ammortamento al 250% possono usufruire, inoltre, del super ammortamento per gli investimenti in beni immateriali connessi ai beni materiali “Industria 4.0”;
    • tale agevolazione consiste oltre che nella deduzione delle quote di ammortamento anche nella deduzione dei canoni di leasing.

    L’ambito oggettivo del super ammortamento è molto ampio: si applica, infatti, a tutti i beni materiali strumentali nuovi con coefficiente di ammortamento maggiore o uguale al 6,5%. Sono esclusi dall’agevolazione quindi i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%, i fabbricati
    e i beni elencati nell’Allegato 3 della Legge di stabilità 2016 (condutture del gas, materiale rotabile ecc).
    Ovviamente sono esclusi anche i beni immateriali (es. software), i beni usati, i beni merce e i materiali di consumo in quanto non strumentali.

    L’iper ammortamento garantisce un extra risparmio fiscale IRES, calcolato sulla durata complessiva del periodo di ammortamento, pari al 36% del costo di acquisto del bene. Tale risparmio è ottenuto applicando l’aliquota IRES 2017 (24%) alla maggiorazione del 150% del costo di acquisto.
    Il super ammortamento determina, invece, un extra risparmio fiscale IRES pari al 9,6% del costo di acquisto.
    Ai fini dell’IRAP, invece, le suddette agevolazioni non hanno effetto.

    Tra gli altri incentivi viene accresciuta la portata agevolativa del credito d’imposta R&S: si allunga di un anno (fino al 2020) l’ambito temporale di applicazione dell’incentivo e viene fissata al 50% la percentuale di agevolabilità per tutte le tipologie di spesa;
    vanno a regime e vengono potenziate le agevolazioni fiscali per i soggetti IRPEF e IRES che investono nel capitale sociale di Start up e Pmi innovative;
    agevolazione che favorisce l’acquisizione di partecipazioni in società neo costituite da parte di società quotate.

    Credito Imposta R&S

    Viene potenziato il credito d’imposta R&S, introdotto dalla Legge di stabilità 2015. Si ricorda, in estrema sintesi, che l’agevolazione consiste in un credito d’imposta, utilizzabile in compensazione, commisurato agli investimenti in R&S incrementali rispetto alla media degli investimenti effettuati nel triennio 2012-2014].

    Il credito è calcolato applicando

    • un coefficiente del 50% all’incremento dei costi per il personale altamente qualificato e per la cosiddetta ricerca affidata a terzi;
    • un coefficiente del 25% all’incremento dei costi per ammortamenti relativi a strumenti e attrezzature di laboratorio e per l’acquisizione di competenze tecniche e privative industriali.

    La Legge di Stabilità[12] apporta delle modifiche migliorative alla disciplina dell’agevolazione. In particolare:

    • l’arco temporale agevolabile si allunga di un anno. Pertanto, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, diventano agevolabili gli investimenti in R&S effettuati dal 2015 al 2020;
    • il coefficiente di agevolabilità viene stabilito pari al 50% per tutte le tipologie di spese e pertanto non è più prevista l’aliquota del 25% per il costo incrementale riferito alle quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio e all’acquisizione di competenze tecniche e privative industriali;
    • è elevato da 5 a 20 milioni il limite annuo di credito d’imposta;
    • diventa agevolabile anche l’attività di R&S svolta da società italiane per conto di società estere, purché residenti nell’Unione europea, nello Spazio economico europeo ovvero in Paesi con i quali è attuabile lo scambio di informazioni[13];
    • prima di tale modifica, in caso di R&S svolta da una società residente per conto di una società non residente, nessuna delle due poteva beneficiare del credito d’imposta: la prima era esclusa perché il credito d’imposta non è riconosciuto alle imprese che svolgono R&S per conto di terzi, la seconda per mancanza del requisito della territorialità.

    Investimenti in Start up e PMI innovative

    per i soggetti IRPEF, aumenta dal 19% al 30% la percentuale di detrazione delle somme investite e viene innalzato da 500.000 euro a 1 milione di euro l’investimento massimo agevolabile per ciascun periodo d’imposta;
    per i soggetti IRES, aumenta dal 20% al 30% la percentuale di deduzione delle somme investite, fino a un investimento massimo di 1,8 milioni di euro l’anno.
    Le nuove misure agevolative (per la cui attuazione si applicano se compatibili le disposizioni del D.M. 25 febbraio 2016) decorrono dal 2017. L’efficacia è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

    Sia per i soggetti IRPEF che per i soggetti IRES passa da 2 a 3 anni il periodo minimo di detenzione dell’investimento.

    Viene inoltre disposto che l’atto costitutivo delle start up innovative, costituite mediante procedura telematica con firma digitale o con atto pubblico, in caso di contestuale iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese, è esente dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria.

    Una nuova agevolazione favorisce l’acquisizione di start up da parte di imprese cosiddette “sponsor”. Infatti è prevista la possibilità per le società quotate in borsa, che acquisiscono partecipazioni almeno pari al 20% nel capitale sociale di start up, di utilizzare le perdite conseguite da queste ultime nei primi tre esercizi.

    La trasferibilità delle perdite è subordinata al verificarsi delle seguenti condizioni:
    l’esercizio sociale della società cedente e quello della cessionaria devono coincidere;
    al termine del periodo d’imposta relativamente al quale si intende beneficiare dell’agevolazione, la società cessionaria deve avere una partecipazione almeno pari al 20% nella società cedente;
    la cessione delle perdite deve perfezionarsi entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
    La società cessionaria può utilizzare le perdite, conseguite dalla start up in un determinato periodo d’imposta, in diminuzione del reddito complessivo dello stesso periodo, portando a nuovo l’eventuale eccedenza.

    La società cessionaria, a titolo di remunerazione del vantaggio fiscale ricevuto, deve riconoscere alla società cedente una somma, calcolata applicando all’ammontare delle perdite acquisite l’aliquota IRES relativa al periodo d’imposta in cui tali perdite sono state conseguite dalla società cedente, entro 30 giorni dal termine per il versamento del saldo relativo allo stesso periodo d’imposta.

    Le somma percepita dalla start up e versata dalla società sponsor, in contropartita del vantaggio fiscale attribuito e ricevuto, non concorre alla formazione del reddito imponibile.