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    PMI Innovative: agevolazioni fiscali

     

    ATAX fornisce un servizio di consulenza adeguato alle PMI innovative, fornendo in una prima fase un quadro di insieme chiaro sui requisiti necessari per essere considerate “Innovative” e sfruttando di conseguenza le disposizioni contenute nel D.L. 3/2015 (noto anche come “Investment compact”) che ha sostanzialmente ampliato buona parte delle agevolazioni per le imprese (PMI) che operano nel campo dell’innovazione tecnologica e che soddisfano i requisiti previsti dalla norma.

    Pre-requisito fondamentale per rientrare nella categoria delle “PMI innovative” è essere un’impresa operante nel campo dell’innovazione tecnologica: la norma non prevede vincoli di natura settoriale, in quanto l’innovazione tecnologia può riguardare tutti i comparti produttivi, e a differenza delle start-up innovative non vi sono limiti temporali, ovvero beneficiano delle disposizioni in esame le imprese “innovative” a prescindere dalla data di costituzione.

     Agevolazioni per PMI innovative

     

    • esonero dall’imposta di bollo per l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese e per gli atti connessi al Registro;
    • deroghe alla disciplina societaria ordinaria: è consentito alle PMI innovative costituite in forma di s.r.l., di creare categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione), effettuare operazioni sulle proprie quote, emettere strumenti finanziari partecipativi, offrire al pubblico di quote di capitale;
    • facilitazioni nel ripanamento delle perdite: in caso di riduzione del capitale di oltre un terzo, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo viene posticipato al secondo esercizio successivo (invece del primo esercizio successivo). In caso di riduzione del capitale per perdite al di sotto del minimo legale, l’assemblea, in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare il rinvio della decisione alla chiusura dell’esercizio successivo;
    • inapplicabilità della disciplina sulle società di comodo;
    • remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale: la PMI innovativa può remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. A questi strumenti fa capo un regime fiscale e contributivo di estremo favore, cioè non rientrano nel reddito imponibile ma sono soggetti soltanto alla tassazione sul capital gain.

    Oltre alle agevolazioni di cui sopra sono previsti degli incentivi specifici a favore di persone fisiche e giuridiche che intendono investire nel capitale delle PMI innovative.

     

    Possono accedere alle agevolazioni per PMI innovative previste solo ovviamente le Piccole e Medie imprese, vale a dire imprese che impiegano meno di 250 persone e il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio non supera i 43 milioni di euro, che rispettano i seguenti requisiti:

    • essere costituite come società di capitali, anche in forma cooperativa;
    • avere sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’UE o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
    • disporre della certificazione dell’ultimo bilancio (e dell’eventuale bilancio consolidato) redatto da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili;
      avere azioni che non sono quotate in un mercato regolamentato;
    • non essere iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle start-up innovative e agli incubatori certificati;

    Il contenuto innovativo dell’impresa deve essere poi identificato con il possesso di almeno due dei tre seguenti criteri:

    • aver sostenuto spese in ricerca, sviluppo e innovazione in misura almeno pari al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione;
    • impiegare come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in una quota almeno pari a 1/5 della forza lavoro complessiva, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in una quota almeno pari a 1/3 della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;
    • essere titolare, anche quale depositario o licenziatario, di almeno una privativa industriale, relativa a un’ invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

    Per poter accedere al regime delle agevolazioni previsto le PMI innovative devono registrarsi nella sezione speciale del Registro delle Imprese creata ad hoc presso le Camere di Commercio; come avviene anche per le startup innovative, l’iscrizione avviene trasmettendo in via telematica alla Camera di Commercio una dichiarazione di autocertificazione di possesso dei requisiti descritti.

    Sarà la stessa Camera di Commercio competente per territorio a controllare l’effettivo possesso dei requisiti previsti; inoltre è previsto l’obbligo di aggiornare con cadenza annuale (entro il 30 giugno) i dati forniti al momento dell’iscrizione nella sezione speciale, in particolare quelli riguardanti la componente innovativa dell’impresa, pena la perdita dello status di PMI innovativa.